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Gio, Gen

Inkjet o laser? Stampanti, piccolo excursus per imparare ad orientarci

Tecnologia
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Mettiamo che abbiamo intenzione di acquistare un “qualcosa” che si colleghi al nostro computer di casa, per stampare le nostre foto, per inviare fax (perché no? tipo la prenotazione di un viaggio on line, o la disdetta all’abbonamento telefonico), per scannerizzare le vecchie foto di famiglia prima che si autodistruggano o dei documenti importanti da archiviare nel pc, o per fotocopiare pagelle o ricette: ecco, questo qualcosa si materializza oggi nella stampante multifunzione. Questo tipo di stampante è essenzialmente di due tipi: versione laser e versione inkjet, ma “gli esperti” ci dicono subito che per un uso casalingo, la scelta cadrà quasi obbligatoriamente sulle inkjet. Fabio Righi e Giorgio Viglio, soci e titolari del negozio La Fotocopia a Trieste, sono unanimi nel sostenere che questo tipo di tecnologia è senz’altro la più appropriata da utilizzare tra le proprie mura domestiche, per tutta una serie di motivi, emersi e chiariti nel corso di un recente incontro. Prima di scoprire perché ci viene consigliata una inkjet da portare a casa, capiamo la differenza di tecnica tra le due stampanti: le inkjet, come dice il loro stesso nome, per convertire in segno su carta i dati inviati dal computer, utilizzano inchiostro liquido spruzzato sul foglio attraverso ugelli microscopici; le stampanti laser utilizzano invece cartucce di toner (= che dà il tono, il colore; è un composto di polvere finissima di carbone mescolato ad un polimero, con ossidi di ferro e resina, che si fissa sul foglio di carta tramite un sistema a caldo). Ognuna di queste due tecnologie ha punti di forza e di debolezza e ognuna è consigliata per soddisfare esigenze diverse. In casa è importante considerare l’ingombro, quindi la dimensione di queste macchine: se siamo alla ricerca di qualcosa da inserire in un piccolo spazio sopra o sotto la scrivania, è difficile scegliere diversamente da una stampante a getto d’inchiostro. L’ingombro delle inkjet è minore grazie alle dimensioni delle cartucce: le stampanti a colori hanno bisogno di quattro cartucce, una per ogni colore base che poi insieme formano le varie tonalità e sfumature (nero, ciano, giallo e magenta); quelle per il toner sono più grandi di quelle per l’inchiostro, quindi le macchine risultano davvero ingombranti, e non sono affatto adatte per trovare spazio in un appartamento (diversamente, se non abbiamo bisogno di una multifunzione, una stampante laser monocromatica può essere abbastanza piccola). Poi, consideriamo la qualità nel campo delle immagini: che si tratti semplicemente di un grafico “a torta” fino ad arrivare alle fotografie a colori è sicuramente meglio una stampante inkjet, che è anche predisposta per poter stampare su carta fotografica, mentre la laser non lo è (è previsto l’utilizzo di vari tipi di carta patinata che però non rendono assolutamente quanto la fotografica); le stampanti laser a colori sono inoltre molto costose. I costi per la manutenzione e i costi delle cartucce delle stampanti a getto sono maggiori, ma, proprio in rapporto al numero di copie (di portata “casalinga”) che si effettueranno nel tempo, alla fine risultano più facilmente abbattibili e il rapporto qualità/prezzo diviene conveniente. I tempi di stampa delle inkjet invece sono più lenti, ma in casa la tempistica è un fattore relativo: trattiamo infatti quasi sempre “lavori” legati al nostro tempo libero e quasi sempre senza scadenze “ufficiali” e dunque anche se la nostra inkjet non dovesse “sputare” a raffica stampe e copie a velocità incontrollata non sarebbe questo un grosso punto a suo svantaggio. Invece quando si tratta di stampare pagine di solo testo nero, la stampa laser è imbattibile. Anche nei modelli più economici, di fascia bassa, dalla laser monocromatica ci si può aspettare fino a 20 pagine al minuto; le inkjet sono significativamente più lente, raramente stampano più di 6 pagine al minuto di testo nero. E per quanto concerne la qualità di stampa del testo, anche se questa è simile tra le due piattaforme, comunque in caso di caratteri piccoli, la tecnologia laser è sempre migliore nei piccoli dettagli e per punti di piccole dimensioni. Quindi se possiamo permetterci un piccolo investimento iniziale e se abbiamo in mente semplicemente la stampa di documenti di testo nero, la bilancia pende dalla parte della stampante laser. Ora c’è un altro aspetto da considerare, una volta stabilite le nostre necessità e scelto e acquistato la nostra stampante, che sia inkjet o laser: dopo averla messa a regime, passa un po’ di tempo e… il colore sbiadisce. Le immagini, i testi non sono più brillanti come prima e dobbiamo pensare a sostituire le cartucce. Abbiamo, sostanzialmente, tre possibilità. La prima è di acquistare le cartucce originali, prodotte dalla stessa casa che produce la nostra stampante. Sono prodotte dalla casa madre delle stesse proprie stampanti, sicure, testate e tarate in fabbrica sulle macchine originali, danno il migliore risultato in tema di rapporto qualità/prezzo. Oppure si possono acquistare delle cartucce compatibili: riprogettate per funzionare come i prodotti originali (rispettando i brevetti depositati dalle case madri), sono prodotti di concorrenza, realizzati da aziende specializzate in determinati modelli di determinate case. Costano meno delle originali ma in genere hanno una resa minore rispetto a quelle originali. È comunque un dato segnalato in genere sulle confezioni: viene indicato per esempio il numero di fogli A4 che si possono stampare con la cartuccia in questione. Quello che bisogna tenere d’occhio è la percentuale di foglio occupata dal colore che viene presa in considerazione, tipo: n° tot di fogli stampati al 20%. Allora dobbiamo immaginarci un foglio A4, che misura 21 x 29,7 cm cioè 623,7 cm2 con un quadratino di 124,74 cm2 colorato, e capiamo subito la resa della cartuccia. Infine possiamo acquistare cartucce rigenerate. Sono le cartucce originali, esauste, impacchettate e immesse nel circolo dei rifiuti, recuperate da aziende specializzate nel processo di rigenerazione: rimesse in forma, pulite dai residui del vecchio colore, sostituite nelle parti soggette ad usura, ricaricate e, dopo alcune verifiche di funzionamento tramite test di stampa, nuovamente commercializzate. Sono economiche (una cartuccia rigenerata ha un costo inferiore al nuovo e può essere ricondizionata più volte), ecologiche (rigenerare significa non inquinare) e funzionali (a norma di legge, le cartucce esauste vanno nella raccolta differenziata, e questo impegno lo assolve l’azienda rigeneratrice). Alla fine, siamo più ecologici o più trendy? Scegliamo le originali, di marca, o le rigenerate? O stiamo attenti al portafoglio, senza considerare l’economia sul lungo periodo? Sia per la stampante ma soprattutto per le future ricariche, la scelta resta un affare del tutto personale, anche se un occhio al riciclo e all’abbattimento dei costi nel tempo è da definirsi senz’altro al passo coi tempi. Caterina Lughi