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Sab, Mar

Presto a casa: il recupero dell’autonomia

Tecnologia
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Lavarsi, vestirsi, cucinare: diventano attività complesse per chi si trova improvvisamente in una situazione di mobilità ridotta, a causa di un evento traumatico o dell’aggravarsi di una patologia degenerativa. Al termine della degenza ospedaliera recuperare indipendenza e autosufficienza anche all’interno del proprio domicilio diventa fondamentale per poter riacquistare la migliore qualità di vita possibile. In quest’ottica le nuove tecnologie domotiche possono offrire un valido aiuto.

Lavarsi, vestirsi, cucinare: diventano attività complesse per chi si trova improvvisamente in una situazione di mobilità ridotta, a causa di un evento traumatico o dell’aggravarsi di una patologia degenerativa. Al termine della degenza ospedaliera recuperare indipendenza e autosufficienza anche all’interno del proprio domicilio diventa fondamentale per poter riacquistare la migliore qualità di vita possibile. In quest’ottica le nuove tecnologie domotiche possono offrire un valido aiuto.


A Trieste il Comune, Area Science Park e Ater, con la collaborazione della Provincia e degli Ospedali Riuniti, hanno unito esperienze e competenze, nell’ambito del progetto “Presto a casa”, per realizzare due appartamenti-palestra dotati di tecnologie domotiche, arredi dedicati e ausili tecnici in cui la persona, prima di tornare a casa, può sperimentare le numerose soluzioni disponibili e scegliere, in modo consapevole, quali adottare all’interno della propria abitazione. I risultati raggiunti dal progetto e le principali soluzioni innovative implementate e presenti negli appartamenti sono stati illustrati in occasione del convegno “Nuove tecnologie e soluzioni per il recupero dell’autonomia nei post-traumatizzati: risultati di “Presto a casa””, svoltosi recentemente a Trieste.
Due appartamenti del patrimonio immobiliare Ater Trieste sono stati attrezzati con le tecnologie domotiche di ultima generazione, con arredi tecnici e particolari soluzioni progettuali e costruttive in grado di facilitare l’accesso e rendere fruibili gli spazi anche a chi deve fare i conti con un’autonomia improvvisamente limitata, in misura più o meno grave. L’utilizzo delle abitazioni-palestra ha consentito di sperimentare strumenti, dispositivi e strutture in grado di facilitare la gestione e il controllo delle attività quotidiane, delle funzionalità domestiche e delle interazioni con il mondo esterno, nel pieno rispetto della sicurezza della persona, dell’ambiente e del comfort abitativo.
“L’autonomia fisica, mentale e psichica è la condizione fondamentale per una vita serena e migliore”, ha affermato Walter, 28 anni, uno dei 12 testimonial che hanno partecipato al progetto “Cambia la tua idea del possibile: abitare in autonomia”. La sperimentazione si è dimostrata necessaria per capire cosa possa essere effettivamente utile per scegliere in modo consapevole le modifiche da apportare successivamente all’interno della propria abitazione, per selezionare le soluzioni economicamente sostenibili e tecnicamente realizzabili, utili ad affrontare la vita più serenamente una volta rientrati nella propria casa. Il gruppo di lavoro ha identificato il profilo dell’utente finale delle abitazioni, effettuando sopralluoghi e analisi, anche presso analoghe strutture operative in regione e fuori regione. Il Servizio trasferimento tecnologico di Aera Science Park ha fornito contributi tecnici nelle definizioni degli adeguamenti edili, strutturali e impiantistici in stretta collaborazione con i progettisti dell’Ater. Grazie alle esperienze maturate nel campo della domotica e dell’ergonomia, è stato possibile selezionare e integrare le soluzioni più accessibili al grande pubblico, disponibili sul mercato e replicabili nelle abitazioni comuni. La progettazione tiene conto della possibilità di integrare nuove applicazioni disponibili in futuro.
Progetti di rete, dialogo fra istituzioni e con le imprese sono il requisito indispensabile. Come ha sottolineato Carlo Grilli, assessore alla Promozione e Protezione sociale del Comune di Trieste, “questo progetto è frutto del lavoro di squadra, della condivisione di idee per offrire alla persona, al centro di tutto, il giusto sostegno”. “Deve essere anche – ha aggiunto Vincenzo Zoccano, presidente della Consulta Disabili FVG – il modo nuovo di concepire il progetto e lo sviluppo, verso il progetto innovativo. Testimonianza di quella cultura della fruibilità e della progettazione universale, attenta non solo al costo, a progettare non un ghetto dove un disabile vive bene ma dove vive bene anche il resto della comunità”.
Negli alloggi sono state integrate tecnologie e soluzioni progettate ad hoc per lo svolgimento delle attività quotidiane in sicurezza: piani di lavoro sospesi, elettrodomestici personalizzabili, sensori anti-allagamento e di allarme gas, lavabi e wc sospesi e regolabili, avvisi automatici ai familiari in caso di necessità. Con un semplice telecomando collegato ad un pc, è possibile gestire e controllare tutte le funzionalità domotiche di particolare interesse: dalla movimentazione automatica della porta d’ingresso e delle tapparelle alla chiusura delle finestre, dal controllo del clima alla regolazione delle luci.
Ignazia Zanzi

BOX: Cos’è la domotica?

È la scienza che si occupa di sistemi tecnologici che consentono di gestire diverse funzionalità all’interno della casa, con l’obiettivo di realizzare un miglioramento della qualità della vita, liberando le persone dall’esigenza di essere fisicamente presenti in molte situazioni, consentendo un monitoraggio più efficace di persone e cose, realizzando significativi risparmi a livello energetico, diminuendo l’impatto ambientale delle attività umane, consentendo di essere collegati al mondo per lo sviluppo delle funzioni di relazione, lavoro, intrattenimento, salute e sicurezza.
Nate per applicazioni in ambito domestico, tali tecnologie si prestano in realtà ad essere impiegate in qualunque ambiente dove le persone soggiornano per periodi di tempo più o meno prolungati.