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Sab, Giu

Alfabetizzazione informatica, per non cadere nella rete dell'illegalità

Tecnologia
Stile testo

In difesa dei diritti d’autore e per evitare situazioni spiacevoli dettate dall’ignoranza della legge, l’unica possibilità è diffondere nelle nuove generazioni la cultura della legalità.

Da circa cinque anni la sezione della Polizia postale e delle comunicazioni di Trieste ha avviato degli incontri di alfabetizzazione informatica rivolti agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori. “I nostri incontri – riferisce un esponente della sezione – rappresentano un’occasione per parlare coi giovani del concetto di legalità relativo alle reti di comunicazione. Sono iniziati un po’ per caso, su richiesta di alcuni insegnanti a seguito di vari fatti di cronaca locale. Parallelamente, simili attività si sono sviluppate, sotto il nome di vari progetti, anche su iniziativa del ministero dell’Interno, della Questura di Trieste, ma anche, come quest’anno, attraverso il nostro coinvolgimento da parte del Moige (Movimento italiano genitori). Va detto, inoltre, che da alcuni anni la Polizia postale e delle comunicazioni partecipa, in collaborazione col ministero delle Comunicazioni, dell’Innovazione e delle Tecnologie e con le associazioni degli Internet Service Providers, alla stesura del Codice di autoregolamentazione “Internet e Minori” rivolto ai giovani e alle loro famiglie”.
Ma cosa si insegna durante le due ore di lezione previste per ciascun incontro? “Oltre a raccontare il nostro lavoro – risponde l’esperto della Polizia postale – ci concentriamo soprattutto sul trattamento dei dati personali, sull’illustrazione del sito del Commissariato di polizia postale on-line, sul file sharing e sulla telefonia. Sono i temi secondo noi più utili per i nostri interlocutori, soprattutto a seguito dei risultati di un sondaggio da noi condotto a livello locale nell’anno scolastico 2008/09. Da tale sondaggio è infatti emerso come in prima media più del 50% dei ragazzi possedeva una e-mail personale; percentuale che nelle classi del secondo anno (stiamo parlando di scuole medie inferiori, ndr) raggiungeva l’80%. Ora le percentuali sono aumentate notevolmente, e possiamo dire che la casella di posta elettronica in seconda media, ormai, ce l’hanno tutti”.
> IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
“Quello dei dati personali – sottolinea l’esponente della Polizia postale – è un tema importante: i ragazzi non sono abituati a gestirli e tendono a diffonderli facilmente fino a quando non si accorgono che è troppo tardi. Durante gli incontri spieghiamo ad esempio anche la diversità tra sostituzione di persona e nome inventato (come quando su qualche social network ci si crea un’identità usando il nome di qualche personaggio famoso), e quindi dove finisce lo scherzo e dove inizia il reato, cosa che non è sempre facile da comprendere”.
> IL COMMISSARIATO DI P.S. ON LINE
Istituito pochi anni fa, il Commissariato di polizia postale on line (www.commissariatodips.it) rappresenta la prima esperienza in Europa di ufficio di polizia in forma telematica dove poter trovare informazioni, consigli, ma anche scaricare modulistica e presentare denunce. I principali servizi offerti riguardano indicazioni su passaporti, immigrazione, minori, concorsi e licenze; indicazioni per la prevenzione di truffe (o altro) via Internet; repressione in caso di denunce via web per furti, smarrimenti e reati informatici. Nei primi due anni il sito ha ricevuto più di un milione di visite, e per la sua innovatività ha ottenuto alcuni importanti riconoscimenti a livello europeo.
> IL FILE SHARING
Il file sharing è la condivisione di file attraverso reti paritarie (il cosiddetto P2P, che sta per “peer to peer”) o apposite piattaforme. In pratica il file sharing consente di scambiare i contenuti del proprio computer con quelli degli altri computer presenti in rete e che utilizzano lo stesso sistema/programma di download (scaricamento dati). Nata per lo scambio di immagini, musiche ed altro tra amici (come oggi lo stesso Facebook), ben presto questa pratica si è trasformata in un efficace mezzo per scaricare gratuitamente film, canzoni e foto violando, spesso, i diritti d’autore. “Col rischio – ammonisce l’esperto della Polizia postale – di scaricare inavvertitamente materiale pedopornografico o illecito, e di finire così iscritti nel registro degli indagati (quindi anche in tribunale)”. Va ricordato infatti che, qualsiasi cosa accada, la responsabilità ricade sempre sul proprietario della linea telefonica, anche qualora lo scaricamento sia stato effettuato da parte di terzi, perché il proprietario ha per legge il compito di tutelare i contenuti del proprio computer.
“La nostra principale preoccupazione – afferma il rappresentante della Polizia postale – consiste nel tutelare i ragazzi dallo scaricamento di materiale pedopornografico, insegnando loro, ad esempio, che esistono programmi che consentono di visualizzare il materiale mentre il download è ancora in corso e, quindi, di cancellarlo subito. Il tema della violazione dei diritti d’autore, invece, è molto complesso. In quanto tale ci impegniamo a spiegare agli studenti che lo scambio di materiali protetti da tali diritti è un vero e proprio reato penale, e che quindi il non violarli è soprattutto una questione di rettitudine che dovrebbe partire dal singolo individuo più che per paura della pena. E, sempre sullo stesso tema, forse non tutti sanno che per legge è vietato linkare a file protetti da diritto d’autore…”.
Tuttavia, purtroppo, va pure detto che anche scaricare legalmente può essere difficile e insidioso: eccetto alcuni siti per il download a pagamento notoriamente affidabili (dov’è appunto previsto il pagamento dei diritti d’autore), ce ne sono altri dove invece la compravendita non va a coprire i diritti, bensì il servizio di scaricamento.
> LA TELEFONIA
L’attenzione in questo caso si concentra soprattutto sul corretto uso dei cellulari di ultima generazione, ormai veri e propri computer portatili dotati di telecamera, macchina fotografica e… chi più ne ha più ne metta. È doveroso che i ragazzi stiano in guardia contro possibili frodi, come la promozione di falsi abbonamenti o ricariche telefoniche. Senza dimenticare un certo senso civico: il cellulare trovato per strada va sempre consegnato alla Polizia, sia perché attraverso il numero di serie (IMEI) è possibile risalire a chi se l’è preso, sia perché non si sa mai da chi né come possa esser stato usato, né tanto meno si conoscono i dati (immagini, numeri, messaggi) contenuti nel cellulare stesso. Il quale, magari, potrebbe anche essere sotto controllo.
Ma qual è alla fine la reazione degli studenti durante gli incontri? “Il riscontro – risponde l’esponente della Polizia postale – è sempre molto positivo”. “C’è coinvolgimento, interesse, e va detto – conclude – che tali iniziative sono un ottimo strumento per raggiungere non solo le nuove generazioni ma anche le loro famiglie, il cui ruolo non è meno importante, specie nei primi approcci dei figli alla rete”. Per contattare la Polizia postale e delle comunicazioni di Trieste e per organizzare gli incontri, telefonare allo 040/6764341.

Protezione del diritto d’autore: le sanzioni

- Chi mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera di ingegno o parte di essa, è punito con la multa da euro 51 a euro 2.065.
- Il semplice downloader (chi scarica file protetti senza mettere nulla in condivisione) è punito con una sanzione amministrativa e con le sanzioni accessorie della confisca del materiale e della pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a diffusione nazionale.
- Chi con finalità di lucro mette in condivisione (uploader) file protetti dal diritto d’autore, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 15.493.

 Polizia postale: attività ed organizzazione

La Polizia postale e delle comunicazioni nasce con la legge di riforma dell’Amministrazione della Pubblica sicurezza quale “specialità” della Polizia di Stato nell’azione di prevenzione e contrasto della criminalità informatica a garanzia dei valori costituzionali della segretezza della corrispondenza e della libertà di ogni forma di comunicazione.
La Polizia postale e delle comunicazioni è presente in modo capillare sul territorio nazionale attraverso 20 compartimenti regionali e 80 sezioni provinciali. Nell’ambito delle attività tese al contrasto della pedopornografia on line il servizio della Polizia postale partecipa agli incontri del Child Pornografy Group ed è parte del network di polizie denominato Virtual Global Task Force.

Cos’è il diritto d’autore?

Il diritto d’autore è la posizione giuridica soggettiva dell’autore di un’opera dell’ingegno a cui i diversi ordinamenti nazionali e varie convenzioni internazionali (quale la Convenzione di Berna) riconoscono la facoltà originaria esclusiva di diffusione e sfruttamento. Tale termine è spesso erroneamente usato come sinonimo di “copyright”, che invece è in vigore nei Paesi anglosassoni e dal quale differisce sotto vari aspetti.
Il diritto nasce al momento della creazione dell’opera: non vi è pertanto alcun obbligo di deposito (ad esempio, presso la Siae), di registrazione o di pubblicazione dell’opera (a differenza del brevetto industriale e dei modelli e disegni di utilità che vanno registrati con efficacia costitutiva). Tuttavia, tali forme di pubblicazione costituiscono una manifesta e facilmente dimostrabile attribuzione della paternità (specie in caso di controversia).

foto: rawpixel.com

In difesa dei diritti d’autore e per evitare situazioni spiacevoli dettate dall’ignoranza della legge, l’unica possibilità è diffondere nelle nuove generazioni la cultura della legalità.

Da circa cinque anni la sezione della Polizia postale e delle comunicazioni di Trieste ha avviato degli incontri di alfabetizzazione informatica rivolti agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori. “I nostri incontri – riferisce un esponente della sezione – rappresentano un’occasione per parlare coi giovani del concetto di legalità relativo alle reti di comunicazione. Sono iniziati un po’ per caso, su richiesta di alcuni insegnanti a seguito di vari fatti di cronaca locale. Parallelamente, simili attività si sono sviluppate, sotto il nome di vari progetti, anche su iniziativa del ministero dell’Interno, della Questura di Trieste, ma anche, come quest’anno, attraverso il nostro coinvolgimento da parte del Moige (Movimento italiano genitori). Va detto, inoltre, che da alcuni anni la Polizia postale e delle comunicazioni partecipa, in collaborazione col ministero delle Comunicazioni, dell’Innovazione e delle Tecnologie e con le associazioni degli Internet Service Providers, alla stesura del Codice di autoregolamentazione “Internet e Minori” rivolto ai giovani e alle loro famiglie”.
Ma cosa si insegna durante le due ore di lezione previste per ciascun incontro? “Oltre a raccontare il nostro lavoro – risponde l’esperto della Polizia postale – ci concentriamo soprattutto sul trattamento dei dati personali, sull’illustrazione del sito del Commissariato di polizia postale on-line, sul file sharing e sulla telefonia. Sono i temi secondo noi più utili per i nostri interlocutori, soprattutto a seguito dei risultati di un sondaggio da noi condotto a livello locale nell’anno scolastico 2008/09. Da tale sondaggio è infatti emerso come in prima media più del 50% dei ragazzi possedeva una e-mail personale; percentuale che nelle classi del secondo anno (stiamo parlando di scuole medie inferiori, ndr) raggiungeva l’80%. Ora le percentuali sono aumentate notevolmente, e possiamo dire che la casella di posta elettronica in seconda media, ormai, ce l’hanno tutti”.
> IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
“Quello dei dati personali – sottolinea l’esponente della Polizia postale – è un tema importante: i ragazzi non sono abituati a gestirli e tendono a diffonderli facilmente fino a quando non si accorgono che è troppo tardi. Durante gli incontri spieghiamo ad esempio anche la diversità tra sostituzione di persona e nome inventato (come quando su qualche social network ci si crea un’identità usando il nome di qualche personaggio famoso), e quindi dove finisce lo scherzo e dove inizia il reato, cosa che non è sempre facile da comprendere”.
> IL COMMISSARIATO DI P.S. ON LINE
Istituito pochi anni fa, il Commissariato di polizia postale on line (www.commissariatodips.it) rappresenta la prima esperienza in Europa di ufficio di polizia in forma telematica dove poter trovare informazioni, consigli, ma anche scaricare modulistica e presentare denunce. I principali servizi offerti riguardano indicazioni su passaporti, immigrazione, minori, concorsi e licenze; indicazioni per la prevenzione di truffe (o altro) via Internet; repressione in caso di denunce via web per furti, smarrimenti e reati informatici. Nei primi due anni il sito ha ricevuto più di un milione di visite, e per la sua innovatività ha ottenuto alcuni importanti riconoscimenti a livello europeo.
> IL FILE SHARING
Il file sharing è la condivisione di file attraverso reti paritarie (il cosiddetto P2P, che sta per “peer to peer”) o apposite piattaforme. In pratica il file sharing consente di scambiare i contenuti del proprio computer con quelli degli altri computer presenti in rete e che utilizzano lo stesso sistema/programma di download (scaricamento dati). Nata per lo scambio di immagini, musiche ed altro tra amici (come oggi lo stesso Facebook), ben presto questa pratica si è trasformata in un efficace mezzo per scaricare gratuitamente film, canzoni e foto violando, spesso, i diritti d’autore. “Col rischio – ammonisce l’esperto della Polizia postale – di scaricare inavvertitamente materiale pedopornografico o illecito, e di finire così iscritti nel registro degli indagati (quindi anche in tribunale)”. Va ricordato infatti che, qualsiasi cosa accada, la responsabilità ricade sempre sul proprietario della linea telefonica, anche qualora lo scaricamento sia stato effettuato da parte di terzi, perché il proprietario ha per legge il compito di tutelare i contenuti del proprio computer.
“La nostra principale preoccupazione – afferma il rappresentante della Polizia postale – consiste nel tutelare i ragazzi dallo scaricamento di materiale pedopornografico, insegnando loro, ad esempio, che esistono programmi che consentono di visualizzare il materiale mentre il download è ancora in corso e, quindi, di cancellarlo subito. Il tema della violazione dei diritti d’autore, invece, è molto complesso. In quanto tale ci impegniamo a spiegare agli studenti che lo scambio di materiali protetti da tali diritti è un vero e proprio reato penale, e che quindi il non violarli è soprattutto una questione di rettitudine che dovrebbe partire dal singolo individuo più che per paura della pena. E, sempre sullo stesso tema, forse non tutti sanno che per legge è vietato linkare a file protetti da diritto d’autore…”.
Tuttavia, purtroppo, va pure detto che anche scaricare legalmente può essere difficile e insidioso: eccetto alcuni siti per il download a pagamento notoriamente affidabili (dov’è appunto previsto il pagamento dei diritti d’autore), ce ne sono altri dove invece la compravendita non va a coprire i diritti, bensì il servizio di scaricamento.
> LA TELEFONIA
L’attenzione in questo caso si concentra soprattutto sul corretto uso dei cellulari di ultima generazione, ormai veri e propri computer portatili dotati di telecamera, macchina fotografica e… chi più ne ha più ne metta. È doveroso che i ragazzi stiano in guardia contro possibili frodi, come la promozione di falsi abbonamenti o ricariche telefoniche. Senza dimenticare un certo senso civico: il cellulare trovato per strada va sempre consegnato alla Polizia, sia perché attraverso il numero di serie (IMEI) è possibile risalire a chi se l’è preso, sia perché non si sa mai da chi né come possa esser stato usato, né tanto meno si conoscono i dati (immagini, numeri, messaggi) contenuti nel cellulare stesso. Il quale, magari, potrebbe anche essere sotto controllo.
Ma qual è alla fine la reazione degli studenti durante gli incontri? “Il riscontro – risponde l’esponente della Polizia postale – è sempre molto positivo”. “C’è coinvolgimento, interesse, e va detto – conclude – che tali iniziative sono un ottimo strumento per raggiungere non solo le nuove generazioni ma anche le loro famiglie, il cui ruolo non è meno importante, specie nei primi approcci dei figli alla rete”. Per contattare la Polizia postale e delle comunicazioni di Trieste e per organizzare gli incontri, telefonare allo 040/6764341.

Protezione del diritto d’autore: le sanzioni

- Chi mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera di ingegno o parte di essa, è punito con la multa da euro 51 a euro 2.065.
- Il semplice downloader (chi scarica file protetti senza mettere nulla in condivisione) è punito con una sanzione amministrativa e con le sanzioni accessorie della confisca del materiale e della pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a diffusione nazionale.
- Chi con finalità di lucro mette in condivisione (uploader) file protetti dal diritto d’autore, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 15.493.

 Polizia postale: attività ed organizzazione

La Polizia postale e delle comunicazioni nasce con la legge di riforma dell’Amministrazione della Pubblica sicurezza quale “specialità” della Polizia di Stato nell’azione di prevenzione e contrasto della criminalità informatica a garanzia dei valori costituzionali della segretezza della corrispondenza e della libertà di ogni forma di comunicazione.
La Polizia postale e delle comunicazioni è presente in modo capillare sul territorio nazionale attraverso 20 compartimenti regionali e 80 sezioni provinciali. Nell’ambito delle attività tese al contrasto della pedopornografia on line il servizio della Polizia postale partecipa agli incontri del Child Pornografy Group ed è parte del network di polizie denominato Virtual Global Task Force.

Cos’è il diritto d’autore?

Il diritto d’autore è la posizione giuridica soggettiva dell’autore di un’opera dell’ingegno a cui i diversi ordinamenti nazionali e varie convenzioni internazionali (quale la Convenzione di Berna) riconoscono la facoltà originaria esclusiva di diffusione e sfruttamento. Tale termine è spesso erroneamente usato come sinonimo di “copyright”, che invece è in vigore nei Paesi anglosassoni e dal quale differisce sotto vari aspetti.
Il diritto nasce al momento della creazione dell’opera: non vi è pertanto alcun obbligo di deposito (ad esempio, presso la Siae), di registrazione o di pubblicazione dell’opera (a differenza del brevetto industriale e dei modelli e disegni di utilità che vanno registrati con efficacia costitutiva). Tuttavia, tali forme di pubblicazione costituiscono una manifesta e facilmente dimostrabile attribuzione della paternità (specie in caso di controversia).

foto: rawpixel.com