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Gio, Set

Costituzione salva, pericolo scampato nonostante un elettorato incapace di analisi

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Alla fine hanno vinto ancora una volta loro. I Padri Costituenti veri, i Calamandrei, gli Einaudi, i Pertini, i Nenni, i Parri, i De Nicola che hanno scritto la Carta nel 1947.

Ed è indiscutibilmente un bene privare l'oligarchia partitica di turno di un potere abnorme come quello previsto dal ddl Boschi. L'elettorato alla fine si è comportato come atteso alla vigilia? Sì, complessivamente e a livello numerico sì. Tuttavia non è possibile chiudere un'analisi su un voto così importante senza analizzare i flussi di voto. Perché sono questi che spiegano meglio di qualsiasi altra congettura chi ha votato cosa e anche perché.

E l'immagine che ne esce è veramente sconfortante.

Iniziamo facendo un passo indietro al giugno 2006. Si vota su un progetto di Riforma Costituzionale inerente a numerosi cambiamenti nell'assetto istituzionale voluto dal centro-destra (Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord) pochi mesi prima del voto che porterà al breve Prodi-bis. Come nella versione renziana, sono tantissimi anche in questo caso i punti di contatto con la riforma costituzionale ipotizzata dalla P2 e da Licio Gelli. Tra gli elementi più significativi ricordiamo:

- Riduzione numero deputati e senatori (con Renzi solo senatori)

- Fine del bicameralismo perfetto

- Depotenziamento della figura del Presidente della Repubblica a favore di un Primo Ministro molto forte (premierato)

- Clausola di supremazia dello Stato sulle Regioni

- Maggior controllo politico sulla Corte Costituzionale.

Il risultato della consultazione, un po' meno enfatizzata di questa appena conclusa (affluenza del 52,5%), ha portato a un risultato estremamente simile: 61,3% hanno bocciato la proposta berlusconiana, 38,7% l'ha approvata. Le regioni in cui è stata maggiormente votata, nonché le uniche in cui è prevalso il Sì, sono state quelle tradizionalmente a trazione leghista: Lombardia e Veneto.

I numeri di questa tornata sono, come detto, del tutto simili: a fronte di un'affluenza del 65,5% i NO hanno prevalso 59,1% a 40,9%. Le regioni in cui ha prevalso il Sì? Quelle rosse: Toscana ed Emilia-Romagna con l'aggiunta del Trentino Alto Adige. Un risultato del tutto in controtendenza con i flussi di voto di 10 anni prima.

Come si spiega che i più fervidi oppositori della Riforma berlusconiana si siano rivelati i più fieri sostenitori del ddl Boschi se le due proposte erano sostanzialmente sovrapponibili? Il discorso vale anche sul fronte opposto: perché i forzisti (meno convintamente) e i leghisti (molto più convintamente) hanno dichiarato il loro NO? La riforma faceva schifo prima o fa schifo adesso?

Ma soprattutto l'elettorato piddino e forzitaliota-leghista capisce, legge si informa o vota come un invasato qualsiasi cosa gli proponga il segretario di turno?

Il nocciolo dei problemi dell'Italia sta tutto qua. Ci sono circa due terzi dell'elettorato grossomodo diviso equamente tra centrodestra e centrosinistra che vota in modo completamente avulso dalla logica e dal ragionamento, neanche di pancia come l'elettorato grillino. Proprio col culo. Sono senza speranza. Se tornasse Hitler e diventasse segretario del PD loro voterebbero Hitler senza problemi. Contemporaneamente se Marx fosse insignito dei galloni di portabandiera del centrodestra questa gente voterebbe Marx.

I veri eroi sono quel residuale terzo di elettorato che ha mantenuto la barra dritta ed è risultato decisivo sia nel 2006, sia nel 2016 votando NO sia che si trattasse della proposta berlusconiana, sia che si trattasse della proposta renziana.

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