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Sab, Nov

Da B(erlusconi) a B(latter). Il mondo alla rovescia tra elezioni e arresti

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Sarà mai possibile fare un parallelo tra il lunghissimo tramonto di Berlusconi e quello appena iniziato ma che forse sarà più rapido di Blatter?

Sì, perché entrambi questi crepuscoli portano uno strascico rivoluzionario e inatteso di contraccolpi. Da un lato, il tramonto di berlusconi ha permesso di rilanciare il berlusconismo in una chiave ancora più pericolosa, quella del renzismo. Agli ingredienti tradizionali, le bugie, le furbizie, l'ipocrita retorica demagogica, le promesse al vento, i maneggi con gli amici, le retromarce e l'occupazione di ruoli di potere con manichini che dipendono dal volere del burattinaio di turno si sono aggiunti la gioventù, una sfrontatezza ai limiti del ridicolo, una capacità di mistificazione che travalica quella del padre fondatore di questa corrente di pensiero "politico", un passato poco turbolento da boy scout e di italico scansafatiche. Cose che piacciano in questo momento di più rispetto al self made man Berlusconi e dei suoi poco raccomandabili inizi imprenditoriali.

La chiave di lettura della situazione è sintetizzabile in Campania: Forza Italia che (ri)candida l'incensurato Stefano Caldoro e il Partito Democratico che punta tutto su De Luca, pregiudicato e incompatibile che porta a detta di Saviano nella pancia delle sue liste Gomorra. Uno che, appena eletto, dovrà farsi da parte in forza alla legge Severino. Il mondo del contrario parte 1: l'ex rottamatore che imbarca De Luca e De Mita per vincere in Campania con parte dei candidati che difficilmente in un Paese civile potrebbero girare a piede libero mentre l'orgoglioso amico dei mafiosi nonché pregiudicato per mega frode fiscale che candida un giglio di campo.

Altro caso straordinario quello che coinvolge la Fifa. Ieri l'FBI ha arrestato una mezza dozzina di altissimi dirigenti  del massimo organismo che sovrintende il calcio mondiale. Tra questi il vicepresidente del potentissimo Blatter, Jeffrey Webb, certamente scelto per gli ottimi risultati sportivi che il calcio ha ottenuto nel suo Paese d'origine: le Isole Cayman. Si parla di centinaia di milioni di corruzione e di vent'anni di truffe e imbrogli, di regalìe e assegnazioni di eventi pilotate o messe all'asta.

Ebbene, tra gli arrestati e gli indagati oltre al citato Webb c'è Costas Takkas, un altro esponente delle Isole Cayman, ci sono un dirigente del Venezuela, uno dell'Uruguay, uno della Costa Rica, uno di Trinidad e Tobago, uno del Nicaragua, uno del Brasile e uno del Paraguay.

E gli italiani? Il mondo al contrario parte 2: uno dei Paesi più corrotti al mondo e più disperatamente avvinghiati al calcio non ha neppure un misero indagato in un caso di mazzette internazionali legate al gioco più bello del mondo? Un altro segno del declino italiano. Che amarezza. Sarà forse perché parlano tutti l'inglese come Renzi e quindi non sono considerati affidabili?

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