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Ven, Apr

Che sia una nuova Liberazione, non la trasformazione di un evasore in un nuovo Pertini

Politica
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Se, per una volta, gli esponenti del Pd manterranno la parola il 27 novembre 2013 sarà un giorno che passerà alla storia.

Dopo vent'anni di dispostismo catodico, manganello culturale e ruberie incalcolabili Silvio Berlusconi tornerà a essere un cittadino (più o meno) comune. La decadenza da senatore lo costringerà a vivere in un incubo, quello delle manette, che è il motivo principale che lo ha spinto illo tempore ad entrare in politica.

Già pochi giorni dopo la sentenza di condanna per frode fiscale avevamo rivelato che le alternative successive alla decadenza, per Berlusconi, fossero due: latitanza come Craxi o galera. In entrambi i casi, fino a pochi anni fa, qualsiasi opzione avrebbe significato la fine del movimento politico del leader arrestato o scappato all'estero per evitare le manette. Così infatti è avvenuto per Bottino Craxi scappato in Tunisia per evitare la galera e per lo storico Partito Socialista Italiano, stuprato dai predoni della tangente e cancellato dalla vita politica del paese.

 

Ma dopo 20 anni di barbarie culturale cui siamo stati sottoposti dal berlusconismo siamo sicuri che le cose andrebbero di nuovo così?

Non dimentichiamoci che Craxi scappò come un topo sotto una nuvola di monetine, mentre l'Italia di oggi organizza una manifestazione oggi stesso a Roma a sostegno del delinquente.

A ogni modo, Berlusconi, che una volta decaduto non potrebbe più candidarsi per almeno 6 anni (ma certamente di più visto che perderebbe questa, se durerà più di 9 mesi, e anche la prossima legislatura), perderà tutti gli scudi e le immunità e le procure di Napoli (sicuramente) e Milano (forse) farebbero davvero a gara per metterlo dietro le sbarre. Da là non potrebbe più nuocere per un po' (non troppo) tempo ma tornerebbe fresco fresco a guidare i suoi fin da questa legislatura come ha sempre fatto: facendosi i cazzi suoi da casa sua (la percentuale di assenze in aula è superiore al 99%) mentre si sollazza con mignotte di varia età e classe sociale. A venire in aiuto alla salubrità delle istituzioni potrebbero essere le nuove, quasi certe, condanne che passeranno in giudicato in questi 6 anni di ineleggibilità di Berlusconi: in particolare la compravendita di senatori e almeno due filoni del processo Ruby non dovrebbero lasciargli scampo allontanando dalla vita politica attiva ben oltre la soglia dei suoi 90 anni.

Quindi, ammesso che la giustizia si sbrighi a compiere il suo corso, la galera a Berlusconi resta l'opzione preferibile per l'Italia.

Ma una persona così intelligente come Berlusconi non può pensare che la sua parabola finisca così indecorosamente. E da anni sta preparando un'onorevole fuga all'estero. Già nell'ottobre 2010 Report ci ha portato a conoscenza di un vero paradiso terrestre che Berlusconi si è fatto costruire ad Antigua in buona parte con soldi nostri e che è lecito ipotizzare sia il suo buen retiro per sfuggure alla galera.

Come riesca ad arrivarci è un mistero, visto che non dovrebbe essere in possesso del passaporto, tuttavia ciò che più conta è la possibilità di continuare a propinare agli italiani la sua vittimistica figura di statista nei confronti della dittatura della giustizia passando per un esiliato politico anziché per un delinquente condannato per reati gravissimi.

Un tempo in esilio a Nizza ci andavano Pertini e Parri e da lì, vendendo tutto quello che avevano, cercavano di comunicare con i dissidenti del fascismo in Italia via radio, guadagnandosi da vivere facendo i muratori e gli operai.

Ora, da una villa sul mare comprata con i soldi di una maxi evasione fiscale potrebbe farsi sentire Berlusconi attraverso le sue televisioni e i suoi giornali. Questo sarebbe ancora peggio di vederlo spadroneggiare con l'aria del bullo di periferia in Parlamento.

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